
Le croci di Pontboset
Le croci di Pontboset
Segni di fede, memoria e protezione
Nel cuore delle Alpi, dove la roccia incontra il bosco e il tempo scorre al ritmo della Natura, le croci disseminate tra le case, i campi e i sentieri raccontano una storia silenziosa ma profonda: quella della relazione tra gli abitanti e il loro territorio.
Simboli scolpiti nell’architettura
Passeggiando nei villaggi di Pontboset, basta alzare lo sguardo verso un architrave, una trave del tetto o una pietra angolare per scorgere piccole croci incise, cifre e iniziali. Non si tratta mai di decorazioni casuali: ogni simbolo ha una funzione e un significato.
Dalla fine del Medioevo fino al XX secolo, le croci greche, apicate o trilobate venivano scolpite nel legno recuperato o nella pietra delle case come segni di protezione. Collocate tra l’interno e l’esterno dell’abitazione, agivano simbolicamente come “confini sacri” tra il bene e il male.
Le finestre e le porte venivano riquadrate con intonaco bianco, al cui interno si inserivano motivi religiosi: piccole ostie, croci, rosoni. In cucina, sulla porta, si inchiodava spesso una croce missionaria in legno con la sigla SM (Souvenir de la Mission) e una data a memoria dell’evento religioso.
Anche nelle cantine si ritrovano croci, realizzate con fori di aerazione a sagoma cruciforme, a protezione delle derrate alimentari. I simboli religiosi erano strumenti per garantire sicurezza, benedizione e custodia dei beni di famiglia.
Croci votive nei villaggi e lungo i sentieri
Accanto agli edifici, nei prati, sugli snodi dei sentieri o ai margini dei boschi, incontriamo croci votive in pietra o intonaco. A Ville, Devine, Cotetta, al Desot-Crest, a Créton e in altri nuclei rurali, appaiono grandi croci trilobate, realizzate nel XIX secolo, spesso sulla facciata della casa più esposta verso l’accesso al villaggio o verso valle. Erano punti di riferimento nel paesaggio, segni di benvenuto e presidi di fede, visibili da lontano.
Queste croci servivano anche per:
- delimitare terreni coltivati o alpeggi;
- segnare confini protetti contro il malocchio;
- accompagnare le processioni religiose;
- commemorare eventi straordinari (miracoli, scampate catastrofi, guarigioni).
Pietre, date e maestri costruttori
A Pontboset, tra le incisioni più antiche si contano:
- la data 1526 a Damont-Crest, la più antica del Comune;
- la casa in muratura a secco di Terrisse, datata 1582, con la firma di un muratore di nome Angelin;
- numerose altre date tra il XVII e il XIX secolo, incise su travi, colmi e pietre d’angolo, insieme a iniziali, croci, simboli religiosi, motivi floreali.
Le firme dei maestri muratori (magister) si trovano spesso accanto a quelle dei committenti: la lettera M iniziale (di Magister) e la F finale (di fecit, fece) rappresentano un codice antico che ancora oggi parla a chi sa leggere la materia delle case.
Le croci come guida e messaggio
Le croci che costellano il paesaggio di Pontboset sono più di testimonianze storiche: sono frammenti di un linguaggio sacro, che unisce l’uomo alla Natura e alle generazioni passate.
Osservale lungo il percorso.
Domandati perché siano lì, in quel preciso punto.
Che cosa proteggono? Che cosa vogliono ricordare?
Funzioni simboliche e pratiche delle croci
| Funzione | Significato |
| Protezione | Difendevano da valanghe, frane, malattie, influssi negativi |
| Segnaletica | Guidavano lungo sentieri e percorsi processionali |
| Memoria collettiva | Ricordavano eventi significativi: guarigioni, incidenti scampati, miracoli |
| Confine sacro | Marcavano la soglia tra spazio domestico e Natura, tra coltivato e selvatico |