Savin

Segni di fede, memoria e rinascita

Interno della cappella di Savin

Nel piccolo villaggio di Savin, la storia si intreccia con la gratitudine e la fede.
Qui, ogni pietra e ogni silenzio parlano di un tempo in cui la paura veniva affrontata costruendo speranza.

Nel giugno del 1867, un’epidemia di colera colpì duramente la comunità di Pontboset, portando via 68 persone. La malattia raggiunse anche i villaggi vicini a Savin, ma – secondo la memoria collettiva – si fermò lì.

Gli abitanti interpretarono lo scampato pericolo come un segno. Fu così che nacque il desiderio di ringraziare: una cappella, voluta da Frédéric Jory insieme alla comunità, venne terminata e benedetta il 9 novembre 1869.

La cappella di Savin è ancora oggi un luogo di sosta e raccoglimento. Ha una pianta esagonale, con ingresso ad arco acuto e decorazioni in stile neogotico. È dedicata alla Madonna Addolorata, a Santa Barbara e a San Rocco: protettori invocati contro la malattia, il fuoco, la sventura.

Accanto scorre un ruscello, che un tempo alimentava un antico mulino: oggi ristrutturato e trasformato in ristoro agrituristico, ma con una lunga storia. Se ne hanno notizie certe fin dal 1630, quando Etienne Chanoux, in piena epidemia di peste, lo lasciò in eredità al figlio. Il mulino compare poi a più riprese nei documenti, sempre legato alla famiglia Chanoux.

Savin è un luogo che parla con voce bassa, ma intensa.

Un luogo dove la fede non ha urlato, ma ha agito. Dove la memoria non si è dispersa, ma ha trovato forma concreta. Dove anche oggi il cammino si fa intimo e consapevole.

Ascolta la narrazione

Attività proposte per i bambini

Gioco: Caccia ai dettagli

Le croci, specialmente quelle poste in punti strategici, possono avere lo scopo di proteggere il paese a valle e i suoi abitanti dai pericoli, guidando i viandanti e allontanando le avversità. 

Hai visto la cappella esagonale? Disegnala.

Prova ad osservare le croci lungo il cammino. Se trovi sul percorso dei legnetti per terra o dell’erba secca resistente prova a fare tu una croce, poi lasciala a protezione di un pezzo del percorso.

Attività proposte per gli adulti

Il bisogno di protezione è qualcosa di profondo che ci portiamo dentro da quando siamo piccoli, nell’infanzia chiediamo protezione ai nostri genitori, agli adulti della nostra comunità, quando cresciamo quella protezione la ricerchiamo spesso nel divino: protezione per i nostri passi, protezione per i nostri progetti di vita, protezione per chi amiamo. Tutte le croci che si incontrano lungo il cammino rappresentano il bisogno di protezione come richiesta o ringraziamento, come gesto di cura verso se stessi, verso le persone che si amano e i luoghi.

Prova a pensare se anche tu hai un tuo modo di chiedere protezione o di ringraziare quando hai la sensazione di sentirti protetto. Lungo il percorso incontrerai molti oggetti naturali appoggiati sul sentiero, se ti fa piacere puoi creare un oggetto che ti evoca protezione, e lasciarlo in un punto che ti piace, per ricordarti quel senso di protezione quando ne senti il bisogno.

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