Pontboset, una comunità che prende forma

Camminare nella memoria, fluire nella meraviglia

La frazione “Veulla” di Pontboset

Nel cuore della valle, un paese nasce dalla volontà di restare.

Benvenuti nella Veulla, il capoluogo di Pontboset.

Qui, dove il torrente Ayasse scorre tra le pieghe della montagna, prende forma una comunità. Non per caso, ma per scelta. Perché vivere in montagna è sempre stato un atto di volontà, di adattamento, di appartenenza.

Le prime tracce di insediamenti stabili risalgono al 1176. All’epoca, la valle era attraversata ma non ancora unita: i villaggi disseminati nella zona chiamata La Val – oggi Pontboset – si trovavano a metà strada tra Hône e Champorcher, le uniche due parrocchie riconosciute. Per secoli, questo significò lunghe marce nella neve per un battesimo, sentieri tortuosi per un funerale, o chilometri di fede per la messa domenicale.

Solo nel 1625, Pontboset ottenne il riconoscimento di parrocchia autonoma.

Un momento fondamentale: 109 famiglie, sparse in 18 villaggi tra il fondovalle e le alte quote dei valloni di Brenve e della Manda, trovarono un centro spirituale, un luogo d’incontro, una casa comune.

Proprio in quegli anni fu costruita la chiesa di San Grato, che ancora oggi si affaccia sulla piazza del paese. Anche se l’edificio attuale è frutto di rifacimenti ottocenteschi, conserva l’impronta di quel desiderio profondo: restare, nonostante tutto.

Di fronte alla chiesa, un piccolo gioiello colpisce chi sa guardare: la cappella del Gom, dedicata alla Madonna delle Nevi e alla Vergine di Oropa. Eretta alla fine del XVIII secolo su un oratorio più antico, custodisce un altare intagliato con una raffinatezza sorprendente, degna di un edificio molto più importante. Un segno, forse, che qui anche la fede si scolpiva con cura.

Oggi Pontboset conta poco più di un centinaio di abitanti, ma conserva intatto il suo tessuto di villaggi, ponti, mulattiere, memorie. Camminare da queste parti è entrare in un paesaggio vissuto, in cui l’acqua, la pietra e il legno parlano ancora il linguaggio della comunità.

Pontboset è il punto di partenza del percorso “Au fil de l’eau”, ma anche una soglia.

Un invito a riscoprire ciò che ci lega: il bisogno di radici, il coraggio della condivisione, la bellezza di un territorio abitato con rispetto.

Ascolta la narrazione

Attività proposte per i bambini

Gioco: Diario del Piccolo Esploratore

Lungo il cammino scegli un posto o se preferisci una pianta, un animale che incontri sul cammino e disegnalo o se preferisci fotografalo.

Se fossi stato un abitante di Pontboset, dove ti sarebbe piaciuto vivere? Hai trovato un posto dove ti saresti fermato per restare a vivere qui?

Attività proposte per gli adulti

Luoghi identitari… Il Genius Loci

Immaginiamo la prima tappa del percorso Au fil de l’Eau come un’occasione per incontrare, così come si incontra una persona, questi luoghi: la valle di Champorcher, i suoi borghi, i suoi boschi. I nostri antenati antichi romani riconoscevano ai luoghi un’anima, il Genius Loci, lo Spirito del Luogo. Per loro era importante rivolgersi al Genius Loci in molte occasioni, per esempio quando intendevano realizzare degli insediamenti, così da ottenere la protezione e il favore dello spirito del luogo, assicurando a loro volta che lo avrebbero rispettato.

L’invito è dunque quello di:

  • attraversare i paesaggi di questo percorso con la stessa buona disposizione, qualche istante di raccoglimento silenzioso prima di iniziare il nostro percorso sarà sufficiente per chiedere mentalmente il permesso per attraversarli;
  • assicurare le nostre buone intenzioni, assicuriamo che non apporteremo alcun danno agli esseri che incontreremo e chiediamo protezione sui nostri passi. 

Un gesto simbolico; eppure carico di significati che può cambiare il modo in cui incontriamo nuovi paesaggi naturali, proprio come quando entriamo in casa d’altri chiedendo prima il permesso.

Continua ad esplorare il percorso

Scopri come procedere nel percorso

Continua verso Champorcher

La prossima stazione “Veulla – Pontboset, il paese dei ponti”

Prosegui lungo la strada per circa 300 metri oltre il borgo

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