Pesci dei torrenti e dei laghi alpini

Tra biodiversità, adattamento e fragilità

Camminando lungo i sentieri tra Pontboset e Champorcher, può capitare di scorgere un guizzo tra le acque limpide dell’Ayasse o nei laghi d’alta quota. Un mondo nascosto e affascinante, abitato da specie autoctone, adattamenti antichi e presenze più recenti. Ecco alcuni dei protagonisti di questo ecosistema d’alta montagna.

La trota marmorata

Specie autoctona, dalla colorazione bruno-dorata con macchie marmorizzate lungo fianchi e dorso. Un tempo comune, oggi è in forte regressione, minacciata dalla perdita dell’habitat e dalla contaminazione genetica con specie introdotte.

La trota iridea

Originaria dell’America nord-occidentale, alloctona in Italia ma largamente diffusa. Ha una fascia rosata ben visibile, soprattutto nel periodo riproduttivo. Vive in acque fresche e ben ossigenate, ed è più tollerante rispetto ad altre specie autoctone. Molto usata nelle riserve di pesca turistica.

Il temolo italico

Specie autoctona, dal corpo affusolato e una grande pinna dorsale striata di verde-giallo nei maschi adulti. Viveva nel medio e basso corso della Dora Baltea, ma è quasi scomparso a causa della sua estrema sensibilità ambientale.

Lo scazzone

Pesce di fondo dal corpo tozzo, testa larga e pelle priva di squame. Ha una colorazione mimetica grigio-bruna. Vive nascosto tra ghiaia e pietre, è molto territoriale e riesce a difendere il proprio spazio anche da pesci più grandi.

La sanguinerola

Pesce autoctono di piccole dimensioni (fino a 10 cm), vive in banchi nei laghi e ruscelli di montagna. Viene spesso introdotta nei laghi alpini come nutrimento naturale per le trote.

L’alborella

Presente in particolare nelle acque stagnanti, dove forma banchi numerosi vicino alla superficie. Ha una colorazione verde con riflessi argentei ed è una delle specie più caratteristiche dei laghi di fondovalle.

Perché proteggerli?

Queste specie sono indicatori della salute degli ambienti montani. Conoscerle ci permette di capire la fragilità di questi ecosistemi e l’importanza di tutelarli.

Camminare “Au fil de l’eau” significa anche guardare sotto la superficie, per scoprire un mondo fatto di equilibrio, storia naturale e vita nascosta.

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