Boschi di protezione in Valle d’Aosta

Cos’è un bosco di protezione?

In Valle d’Aosta, circa il 30 % del territorio è coperto da boschi che svolgono molteplici funzioni: produttive, naturalistiche e, soprattutto, protettive nei confronti di valanghe, caduta massi, colate di fango e erosione idrogeologica.

Si distinguono tre livelli di protezione alberata:

  • I livello: protezione generale da erosione e regime delle acque;
  • II livello: mitigazione del rotolamento massi, frane e valanghe su pendii scoscesi;
  • III livello: protezione diretta, quando il bosco si trova a monte di villaggi, strade o edifici da proteggere.

    In Valle d’Aosta circa il 42,7 % della copertura forestale svolge funzione di protezione diretta (III livello), pari a oltre 40.500 ha.

    Come agisce il bosco contro i rischi naturali

    • Gli alberi intercettano la neve, rendendo il manto nevoso più eterogeneo e stabile, contribuendo a evitare distacchi incontrollati di valanghe.
    • Le radici ancorano il terreno, limitando frane e smottamenti.
    • L’alternanza di pendenze, vegetazione e corridoi naturali frena il rotolamento massi e le colate di fango.

      Una foresta sana e ben strutturata è quindi il mezzo naturale più efficace ed economico per la sicurezza alpina.

      Quali specie costituiscono i boschi di protezione?

      Secondo la classificazione regionale:

      • Larici e pini cembro rappresentano il 40,3 % delle foreste di protezione diretta.
      • Peccete (abete rosso) e pinete di pino silvestre coprono circa il 15 % ciascuna.
      • Latifoglie come acero-frassineti (9,2 %) e castagneti (6,5 %) completano il quadro.

        Nei versanti esposti al sole (“Adret”) predomina il pino silvestre e le latifoglie eliofile; nei versanti ombrosi (“Envers”), prevalgono abete bianco, faggio e pino cembro.

        Storia, normativa e gestione

        Fin dal R.D.L. 3267/1923, la legislazione italiana riconosce l’importanza delle foreste per proteggere fabbricati e infrastrutture dai rischi naturali.

        In Valle d’Aosta il regime è ancora oggi vincolistico: oltre il 91 % del territorio regionale è soggetto a limitazione per finalità di tutela idrogeologica.

        Dal 2000 in poi, progetti europei (Interreg, Alcotra) hanno sviluppato strumenti gestionali e cartografie specifiche per identificare foreste di protezione diretta e proporne un uso sostenibile e manutenzioni tecniche concertate.

        Cosa significa questo lungo respiro del territorio?

        I boschi di montagna non sono solo paesaggio: sono guardiani silenziosi, strutture viventi nate per proteggere chi abita i versanti. La loro presenza, gestione e cura garantiscono non solo la sicurezza ma anche la conservazione della biodiversità, dell’identità culturale e delle attività tradizionali della regione.

        Tutelare queste foreste, significa preservare la vita stessa della valle.

        Fonti:

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