Trambesere

Dove la Natura si fa forza… e il bosco diventa scudo

Torrente Ayasse

A prima vista, Trambesere appare come un tranquillo villaggio di montagna. Ma basta alzare lo sguardo per capire che qui, la convivenza con la Natura è sempre stata una sfida continua. Il paesaggio racconta una storia di adattamento e di resistenza: quella di una comunità che ha saputo ascoltare le montagne e imparare a viverci in sicurezza.

Nel corso dei secoli, le valanghe e le piene del torrente Ayasse hanno segnato profondamente la vita del paese. Si ricordano eventi drammatici, come le valanghe del 1848 e del 1918, scese a poca distanza da qui, tra Trambesere, Savin e Pialemont. Eppure, nonostante le perdite, gli abitanti non hanno mai rinunciato. Hanno imparato a leggere i colatoi valanghivi – come la Valaill de la Corbatseiri e la Valey de la Cota – e a costruire solo dove la montagna lo permetteva. Hanno fatto del bosco il loro più grande alleato.

Il bosco protegge. Sempre.

Le sue radici tengono saldo il terreno, i suoi tronchi rallentano le slavine, assorbono l’acqua, prevengono erosioni e frane. Per questo, nei secoli passati, l’abbattimento degli alberi era vietato vicino ai villaggi. Non si trattava solo di conservazione, ma di vera e propria sopravvivenza.

Oggi, la montagna si osserva anche dall’alto.

Grazie al lavoro del Centro Funzionale della Valle d’Aosta, di AINEVA, e del Corpo Forestale Regionale, ogni perturbazione viene monitorata, ogni rischio valutato. In caso di allerta, i forestali controllano il territorio passo dopo passo, osservano, misurano, agiscono. Ma il principio non è cambiato: anche oggi, la protezione nasce dall’ascolto attento del territorio.

Camminare a Trambesere significa attraversare un paesaggio vivo, modellato dalla forza degli elementi e dalla risposta intelligente dell’uomo. Qui, ogni pietra, ogni albero, ogni sentiero è testimone di un dialogo antico tra chi abita e chi custodisce.

Ascolta la narrazione

Attività proposte per i bambini

Gioco: Misuriamo il ponte

Usa i tuoi piedi, le tue braccia o un bastoncino per misurare la lunghezza del ponte. Quanti “piedi, o braccia o bastoncini” è lungo il ponte? 

Ma secondo te chi protegge i ponti dell’Ayasse? Un animale, una fata, un gigante o forse tu hai un’idea migliore? Mentre cammini verso Savin prova a pensare alla storia del protettore dei ponti. Puoi inventarla da solo oppure potete inventarla  in gruppo. Puoi partire tu e poi ognuno penserà ad aggiungere un pezzo.

Attività proposte per gli adulti

Attraversa i boschi che incontri in questo percorso attivando i tuoi sensi, se lo farai almeno per un tratto nel silenzio sarà una bellissima scoperta.

Poni ascolto ai suoni della Natura, quelli più vicini a te e quelli più distanti e prova a distinguerli, 

osserva con lo sguardo le forme e i colori degli elementi naturali che incontri

tocca delicatamente i tronchi degli alberi, le rocce e i muschi che le ricoprono, 

osserva il colore del cielo sopra di te. 

Annusa odori e profumi dell’erba, dei fiori, della terra 

e se stai attraversando il bosco d’estate potrai forse assaggiare il gusto delle fragoline selvatiche e dei lamponi.

C’è una esperienza sensoriale che ti è piaciuta di più? Che cosa ti ha colpito maggiormente? Puoi descrivere con una parola le tue sensazioni?

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La stazione precedente è “La Châtaigne – Un nome, una storia di castagni

Prosegui lungo la strada per circa 300 metri oltre il borgo

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