
Echelly – Un luogo sospeso nel tempo
Echelly
Un luogo sospeso nel tempo

Arrivati fin qui, sul piccolo promontorio che affaccia verso sud-est, potete volgere lo sguardo indietro e vedere, in alto, la cappella di Echelly, discreta sentinella di un luogo sospeso tra cielo e terra.
Davanti a voi si apre invece un panorama suggestivo, dominato dai boschi, dai versanti scoscesi e da un villaggio ormai abbandonato: Les Bormes. Il nome stesso racconta un paesaggio nascosto: bormes significa anfratti, grotte naturali, luoghi di rifugio e raccoglimento.
Un tempo, questo villaggio era vivo. Le sue case in legno e pietra intonacata parlavano di cura e presenza. Secondo la tradizione popolare, proprio laggiù sorgeva la prima chiesa parrocchiale della vallata, dedicata a Sant’Anna. Già in rovina nel 1821, oggi ne restano poche pietre, ma il suo ricordo resiste, come un’eco nel paesaggio.
Tracce della Strada Reale
Se abbassate lo sguardo lungo il versante, potete intravedere il tracciato della Strada Reale di Caccia, fatta costruire nel 1862 da Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, per raggiungere Dondena, la sua riserva alpina preferita.
Ma questa non è solo la storia di un re. È anche – e soprattutto – la storia di un popolo.
I comuni di Pontboset e Champorcher offrirono legname e 2.200 giornate di lavoro gratuito. Uomini e donne, armati di volontà e fatica, aprirono un varco tra le montagne, tracciando una via che avrebbe cambiato per sempre la vita delle comunità locali.
Fino ad allora, il trasporto delle merci era affidato spesso alle donne, costrette a sostituire le bestie da soma. Una realtà dura, che ci parla di ingegno, tenacia e resilienza.
Un cammino di ascolto
Questo punto del sentiero è un luogo di soglia: tra il visibile e ciò che non si vede più, tra la presenza e l’assenza.
Le rovine di Les Bormes, la cappella di Echelly, la strada incisa nella roccia: tutto qui racconta il passato con una voce pacata, che non chiede di essere interrotta ma ascoltata.
Prendetevi un momento per guardare.
Per respirare.
Per sentire la presenza silenziosa di chi ci ha preceduto, e continuare il cammino con uno sguardo nuovo.
Ascolta la narrazione
Attività proposte per i bambini
Gioco: La finestra del tempo
Guarda la valle dall’alto. Se potessi mandare un messaggio a chi camminerà qui tra 100 anni, cosa gli diresti? Se fossi un uccello che vola su quale cima ti piacerebbe arrivare? Prova a disegnarla e prova a raccontare una storia in cui descrivi quali avventure ti hanno condotto fin lassù.
Gioco: Sfumature di verde e di marrone
Tornando verso il punto di partenza, prova ad osservare quanti tipi diversi di verde incontri. Qual è il tuo preferito? Ti piacciono i verdi più chiari o quelli più scuri?
Le cortecce degli alberi sono tutte marroni? Che colori hanno. Prova a disegnare quella che ti piace di più.
Attività proposte per gli adulti
Scendendo osserva il versante in cui ti trovi a l’Adret, e osserva il versante di fronte a te l’Envers. Nel momento in cui passi potrebbe essere in luce o in ombra, ma comunque è irraggiato diversamente rispetto al versante in cui ti trovi. Se sei valdostano probabilmente ti è molto chiara la differenza tra l’Adret e l’Envers, se sei originario di altri territori forse hai bisogno di leggere prima l’approfondimento su Adret e Envers.
Prova a chiederti: sei una persona da Adret o da Envers? In Valle d’Aosta ci sono molti comuni all’Envers nonostante l’ombra, e nel paese di Brissogne si festeggia addirittura la Festa dell’ombra ad agosto.
Ci sono momenti in cui hai più bisogno di ombra e altri in cui sei più alla ricerca del sole? Ti sei mai chiesto se oltre al bisogno di caldo o di fresco, anche i tuoi stati d’animo richiedono diversamente più o meno luce? A quali immagini associ la luce e a quali associ l’ombra? Prova a scriverlo su un taccuino, magari avrai piacere di rileggere queste riflessioni.
